La mostra Tigri di luce, visto il grande successo riscosso, è stata prorogata fino al 4 settembre 2008. Sono spettacolari immagini realizzate in anni recenti da Peter Bialobrzeski nelle metropoli asiatiche, da Shangai a Hong Kong, da Bangkok a Singapore, da Shenzhen a Kuala Lumpur.
Le 24 fotografie sono proposte in ingrandimenti 180 x 120 cm in strutture espositive dotate di pannelli solari che restituiscono l’illuminazione durante il buio, consentendo la fruizione delle immagini nella piazza anche di notte.
Bialobrzeski ha dedicato il lungo lavoro alle persone “che vivono nelle tigri di luce e con loro hanno a che fare quotidianamente, agli abitanti di città che nell’arco di due generazioni si sono trasformate completamente. A molti occidentali, luoghi del genere potrebbero sembrare il peggiore degli incubi, ma non bisogna dimenticare che fino a cinquant’anni fa i genitori dei ricchi singaporiani di oggi trascinavano i risciò avanti e indietro nel fango del porto. Ora i loro figli si godono la vista dall’alto del quarantaquattresimo piano di un grattacielo residenziale e guardano le miriadi di luci ai loro piedi”.
Il processo di globalizzazione ha provocato enormi trasformazioni nelle città dell’Asia, che molto velocemente sono diventate metropoli del futuro, quelle stesse che sono state immaginate in Blade Runner o Guerre stellari. Questi sono i riferimenti di Peter Bialobrzeski quando fotografa questo mondo ipermoderno illuminato dalla luce al neon fatto di grattacieli, avveniristici ponti e snodi autostradali.
Bialobrzeski non impiega il digitale né nella fase della ripresa né per elaborare i colori delle sue immagini: utilizza invece una macchina con lastre di grande formato e cavalletto, l’attrezzatura più tradizionale che si trovi nella storia della fotografia. I meravigliosi colori fatati delle sue fotografie sono ottenuti in base a una accurata scelta delle ore del giorno in cui scattare, l’alba o l’inizio del tramonto: la sensazione che ne deriva è quella di immagini luminose, quasi disegnate, sognate, leggere, a cavallo tra realtà e immaginazione.
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